Oggi è giorno ancora relativamente di festa. Domani è l'epifania e sono seduto al tavolo della mia cucina, riflettendo su tanti fatti accaduti quest'anno in Italia e nel mondo, fatti che sembrano tanto più grandi di me ma che, in buona sostanza, finiscono per toccarmi profondamente e mi stimolano ad una riflessione approfondita. Intanto questa crisi, per quel che mi riguarda, ha delle caratteristiche davvero epocali. Voglio dire con questo che non siamo certo in presenza di una semplice cambiamento di "qualcosa" all'interno di un paradigma stabile di vita. Al contrario, TUTTI noi percepiamo che dobbiamo necessariamente operare un MODIFICAZIONE PERMANENTE del nostro stile di vita. I segnali ci sono tutti.
Eccone un primo, sommario, elenco:
- Il clima, prima di tutto. Le attività umane stanno provocando il surriscaldamento del pianeta. La biosfera rischia di cambiare per sempre e se non interveniamo subito ed in maniera duratura, avremo seri guai entro breve tempo (20-30 anni).
- La globalizzazione e la lotta mondiale per le risorse. Grazie all'abbattimento delle barriere doganali, allo sviluppo dei trasporti, al diffondersi delle nuove tecnologie ed al differenziale del costo della vita milioni di persone si stanno faticosamente conquistando per la prima volta un benessere economico. Intere regioni del mondo stanno uscendo dal sottosviluppo e dalla povertà. Questo comporta molti aspetti ovviamente positivi a livello dell'umanità (si tratta di una redistribuzione del reddito su scala globale) e pone l'Occidente - e l'Europa in particolare- in una posizione "periferica" rispetto al resto del mondo. Nei prossimi anni il baricentro dello sviluppo economico del mondo si sposterà decisamente verso oriente e questo ci riporta nuovamente alla questione del ripensare radicalmente il nostro modello di vita.
- Al terzo posto metterei senz'altro la percezione diffusa della perdita dei valori e dei principi che ci hanno guidato fino ad oggi e che costituivano l'ossatura sulla quale abbiamo fondato le nostre scelte come il "posto fisso" , oppure il classico "lavoro-guadagno-compro", studia per farti una posizione....ecc. ecc. Oggi assistiamo al trionfo del precariato, alla paralisi delle imprese, al balletto delle varie "caste" e il tutto ci trasmette un messaggio incongruente, demotivante, almeno per le persone oneste.
In questo quadro che può apparirre fosco, io credo che ci sono i semi per una nuova rinascita. Sono assolutamente sicuro che da questo periodo nascerà un nuovo modo di concepire la nostra vita che ci porterà -noi occidentali- ad aumentare il nostro benessere.interiore ed esteriore. Adotteremo stili di vita individuali e collettivi basati sulla consapevolezza e che genereranno paradigmi nuovi e più rispondenti ad una vita rispettosa delle generazioni future. In buona sostanza, io credo che la sfida sia AUMENTARE LA NOSTRA FELICITA' INDIVIDUALE E COLLETTIVA SENZA ACCRESCERE IL PIL, MA ANZI SEMMAI DIMINUENDOLO. Come fare? beh questo lo vediamo lungo la strada. A presto. Orlando
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