giovedì 5 gennaio 2012

Oggi è giorno ancora relativamente di festa. Domani è l'epifania e sono seduto al tavolo della mia cucina, riflettendo su tanti fatti accaduti quest'anno in Italia e nel mondo, fatti che sembrano tanto più grandi di me ma che, in buona sostanza, finiscono per toccarmi profondamente e mi stimolano ad una riflessione approfondita. Intanto questa crisi, per quel che mi riguarda, ha delle caratteristiche davvero epocali. Voglio dire con questo che non siamo certo in presenza di una semplice cambiamento di "qualcosa" all'interno di un paradigma stabile di vita. Al contrario, TUTTI noi percepiamo che dobbiamo necessariamente operare un MODIFICAZIONE PERMANENTE del nostro stile di vita. I segnali ci sono tutti.

Eccone un primo, sommario, elenco:
  1. Il clima, prima di tutto. Le attività umane stanno provocando il surriscaldamento del pianeta. La biosfera rischia di cambiare per sempre e se non interveniamo subito ed in maniera duratura, avremo seri guai entro breve tempo (20-30 anni). 
  2. La globalizzazione e la lotta mondiale per le risorse. Grazie all'abbattimento delle barriere doganali, allo sviluppo dei trasporti, al diffondersi delle nuove tecnologie ed al differenziale del costo della vita milioni di persone si stanno faticosamente conquistando per la prima volta un benessere economico. Intere regioni del mondo stanno uscendo dal sottosviluppo e dalla povertà. Questo comporta molti aspetti ovviamente positivi a livello dell'umanità (si tratta di una redistribuzione del reddito su scala globale) e pone l'Occidente - e l'Europa in particolare- in una posizione "periferica" rispetto al resto del mondo. Nei prossimi anni il baricentro dello sviluppo economico del mondo si sposterà decisamente verso oriente e questo ci riporta nuovamente alla questione del ripensare radicalmente il nostro modello di vita.
  3. Al terzo posto metterei senz'altro la percezione diffusa della perdita dei valori e dei principi che ci hanno guidato fino ad oggi e che costituivano l'ossatura sulla quale abbiamo fondato le nostre scelte come il "posto fisso" , oppure il classico "lavoro-guadagno-compro", studia per farti una posizione....ecc. ecc. Oggi assistiamo al trionfo del precariato, alla paralisi delle imprese, al balletto delle varie "caste" e il tutto ci trasmette un messaggio incongruente, demotivante, almeno per le persone oneste. 
Tutto questo ci spinge a porci degli interrogativi esistenziali: abbiamo forse sbagliato tutto? Per che cosa o per chi vale davvero la pena vivere? E' ancora conveniente scambiare la gran parte del nostro tempo di vita in cambio di un salario che a malapena ci consente di vivere con il minimo? riusciremo a mantenere il nostro tenore di vita?  Cosa ci aspetta dietro l'angolo? La miseria? ed i nostri figli? che fine faranno?

In questo quadro che può apparirre fosco, io credo che ci sono i semi per una nuova rinascita. Sono assolutamente sicuro che da questo periodo nascerà un nuovo modo di concepire la nostra vita che ci porterà -noi occidentali- ad aumentare il nostro benessere.interiore ed esteriore. Adotteremo stili di vita individuali e collettivi basati sulla consapevolezza  e che genereranno paradigmi nuovi e più rispondenti ad una vita rispettosa delle generazioni future. In buona sostanza, io credo che la sfida sia AUMENTARE LA NOSTRA FELICITA' INDIVIDUALE E COLLETTIVA SENZA ACCRESCERE IL PIL, MA ANZI SEMMAI DIMINUENDOLO. Come fare? beh questo lo vediamo lungo la strada.  A presto. Orlando

mercoledì 4 gennaio 2012

piccola presentazione

Come promesso ecco due righe su di me.
Uomo, 48 anni, napoletano (il che non guasta), laurea in Scienze Politiche, convivo con Maria ed ho un figlio di 16 ed una figlia di 7.
Professionalmente  impegnato fino a qualche anno fa come manager e consulente presso numerose società dove mi occupavo di risorse umane  e di sviluppo commerciale. Da perfetto yuppie sono nominato "dirigente" in giovane età. Entro in una azienda americana ed a 38 anni faccio il Direttore Commerciale di una bella società interinale.
A 40 sono stato fatto fuori, come molti, improvvisamente e senza tanti preamboli. Fu uno shock ma credevo che me la sarei cavata. Non fu così. Non lo sapevo ma ero alle porte della mia particolare crisi. Una crisi che inizia da un ricovero in  ospedale per una strana forma di soffocamento. resto in coma per circa due mesi. durante questo periodo sono stato alle soglie della morte (ho visto il tunnel e la luce in fondo...ma di questo magari ne parlerò a parte...) e al mio risveglio mi attendeva un lungo periododi riabilitazione.
Da allora anche interiormente non sono più stato lo stesso.
"Qualcosa è cambiato" dentro di me. Sentivo che mi era stato miracolosamente regalato del tempo e che quello che avevo ancora da vivere non doveva essere sprecato dietro false chimere. Ho incominciato ad approfondire tanti campi delle scienze umane ed a leggere numerosi articoli, saggi, riviste sulla crescita personale e sul cambiamento dello stile di vita.
Dedico meno tempo al lavoro e più ai rapporti umani. Mi interessano gli stili di vita responsabili, il downshifting, la decrescita felice, il cambiamento per una vita meno vincolata al consumo, ed è di queste cose che voglio parlare qui.
Da domani si inizia sul serio.
Siamo in periodo di cambiamenti spettacolari e non me lo voglio perdere per nulla al mondo.

martedì 3 gennaio 2012

inizio

Questo è il mio primo posto del mio primo blog. ecco perchè lo chiamo inizio. Inizio di cosa?  A dire il vero non lo so ancora bene nemmeno io. Proviamo così. Qual'è l'argomento e l'obiettivo che mi pongo con questo blog? Intanto voglio esprimere le mie idee e raccontare le mie esperienze e riflessioni quotidiane e metterle in comune con chi mi vorrà mai leggerle e commentarle. Un piccolo ma potenzialmente infinito contenitore dove potranno trovare spazio riflessioni sul tutto ciò che riguarda il cambiamento che stiamo vivendo in questi anni sia a livello locale che globale. Un cambiamento che passa anche attraverso  la ricerca spirituale e religiosa, il tentativo di adottare stili di vita più rispondenti ai veri bisogni dell'essere umano, la crescente attenzione al clima, la crisi economica e finanziaria, gli esperimenti di vita autoprodotta e di decrescita felice. Ecco, io sono attratto ed interessato da tutto questo e di questo voglio parlare, un po' in ordine sparso, così come mi viene e mi verrà.
A proposito: mi acccorgo di non essermi presentato e di non avervi detto chi sono. Beh! ecco che mi sono dato già il compito per il prossimo post! per adesso un saluto a tutti.